Visualizzazione post con etichetta 5 stelline. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta 5 stelline. Mostra tutti i post

martedì 24 gennaio 2017

Recensione: La lettera scarlatta, di Nathaniel Hawthorne

Salve amici lettori. Eccomi qua a raccontarvi un romanzo che ho amato nel 2016 e che infatti è finito tra i migliori dello scorso anno (qui il post se ve lo siete perso). Ma prima qualche aggiornamento random: ho cambiato grafica (yeeeeah!) rendendola più affine alle mie passioni (troviamo infatti Outlander, Cime tempestose e Vikings, per chi non sapesse di cosa sto parlando c'è sempre il post dei migliori di cui sopra!), sono in piena sessione quindi poco presente ma sto cercando di aggiornare abbastanza spesso instagram, quindi se vi va potete seguirmi là, e per ultimo sto finalmente leggendo per la prima volta Harry Potter 😍 Ma ora vi lascio al post!

LA LETTERA SCARLATTA
(The scarlet letter)
Nathaniel Hawthorne
1850

"Quali condizioni infatti sono più propizie al lavoro di uno scrittore del silenzio della sua stanza, illuminata dalla luna che dà ad ogni creatura della fantasia un così rilievo?"

La lettera scarlatta è un romanzo di Nathaniel Hawthorne scritto nel 1850. Ero già a conoscenza della storia per aver visto il film, ma non avendolo visto dall'inizio e qualche anno fa, non ricordavo precisamente come si evolvessero le vicende. La cosa che mi ha più sorpreso di questo libro è il modo in cui viene narrato: tratta della redenzione di una donna nel diciassettesimo secolo nelle colonie americane, precisamente nella Boston del 1642, per aver commesso adulterio ed aver avuto una bambina da questo atto, ma non viene narrato come nasce il sentimento che porterà i due protagonisti all'adulterio, ma tutto ciò che avviene dopo. Il romanzo si apre infatti con Hester in prigione che ha appena avuto la figlia e che si prepara a scontare la sua punizione sul palco davanti a tutti con la lettera scarlatta sul petto. Il nome del romanzo viene appunto dalla penitenza che i giudici assegnano alla donna: portare una lettera scarlatta, la A, sul petto per tutta la vita, anche per il suo rifiuto a rivelare l'identità del padre della bambina. 

Lo scrittore, Hawthorne, è geniale, inizia il libro da una riflessione sul suo lavoro come impiegato in una cittadina, Salem, per un lavoro banale, e in questo luogo trova una lettera dalla quale partirà per raccontare la vicenda. Lo scrittore, infatti, ci presenta la storia come realmente accaduta, trovata nella lettera e poi sentita raccontare da diverse persone del luogo. Egli molto spesso si introduce nella narrazione avvertendo il lettore dell'eventualità che quello che stia narrando non corrisponde a come siano andati i fatti perché persone diverse gli hanno raccontato cose diverse. Ho trovato il romanzo, nonostante sia stato scritto nel 1850, attualissimo: ovviamente troviamo termini, modi di fare, dialoghi, modi di raccontare antichi, per il semplice fatto che la storia si svolge a Boston quando era ancora una piccola colonia in cui gli inglesi emigravano per colonizzare, ma i sentimenti rimangono inalterati. I personaggi secondo me sono caratterizzati benissimo. Non ne abbiamo molti: ci sono Hester, la figlia Pearl, il marito e poi il padre della bambina e tutti si intrecciano, ognuno ha le sue peculiarità, anche la bambina stessa viene descritta fin da quando era piccola con delle sue caratteristiche specifiche. Anche l'ambientazione mi è piaciuta: abbiamo questo villaggio, con le case di legno, circondato da boschi, abitati da nativi americani. Siamo nel periodo di Salem, della caccia alle streghe, dell'inquisizione. Quindi vengono introdotte anche queste tematiche e tutti i pregiudizi del caso: la fiducia cieca nella religione e nei pastori e un'assoluta ripugnanza per tutto ciò che non era dettato dalle regole della legge, come l'adulterio. 

Ma la storia non si concentra sull'ingiustizia per i due protagonisti di non poter vivere la loro storia d'amore, ma sulla loro redenzione, perché anche essi sono timorati di Dio e non cercano di stare insieme a tutti i costi ma soltanto il perdono divino. Tutto ciò che fanno dall'inizio del romanzo alla fine è di redimersi per poter quindi spirare al paradiso nonostante ciò che hanno fatto. La stessa bambina si considera figlia del Demonio, non sapendo neanche lei chi sia suo padre. Molto spesso viene detto che sembrava un folletto cattivo: la madre stessa si domanda se sia venuta così eccentrica e disubbidiente proprio perché nata dal peccato e quindi dal Diavolo. La storia che io mi aspettavo di leggere, perciò, non è quella che ho letto, ma quella che ho letto è stata assolutamente più intrigante, più originale e più spettacolare. Il finale è fantastico e anche lì ho capito quanto sia stato bravo lo scrittore, dato che mi ha sorpresa totalmente. Dopo questo elogio mi sembra scontato dire che ho dato cinque stelle a questo romanzo, cioè il massimo, perché mi ha sorpreso tantissimo in positivo, ho amato ogni cosa, i personaggi più buoni, quelli più cattivi, anche se in questa storia non c'è una reale distinzione fra buono e cattivo, ognuno ha le sue colpe e ognuno ha le sue ingiustizie con le quali vivere, ognuno viene beatificato per delle cose e condannato per altre. La stessa Hester diventa un perno della comunità per la sua bontà nel curare i malati e per la sua bravura come sarta nonostante non venisse più considerata pura e facente parte della comunità per ciò che aveva fatto. Ovviamente non sto dicendo niente sul padre della bambina ma si capisce abbastanza presto chi è, poi io già lo sapevo dal film, però nonostante questo è tutto il percorso che affronta lui a sorprendere perché non è quello che ci si aspetta. 

Hawthorne narra una storia ambientata circa duecento anni prima di lui e lo stesso autore considera alcuni gesti e vicende come antiquati, anche lui si sorprende di come le persone reagivano e di quello che erano obbligati a fare per una cosa del genere. Quindi noi sentiamo tutto questo cambiamento, sia da noi alla storia, sia dallo scrittore alla storia. Ma nonostante questo i sentimenti, le emozioni dei protagonisti sono talmente vivi, descritti talmente bene che nonostante noi non li avremmo provati, non avremmo fatto quelle scelte, li comprendiamo e li accettiamo. Questo libro è una scoperta di usi e costumi di un'altra epoca in un altro continente in un altro contesto. Per concludere consiglio questo romanzo secondo me eccezionale: è un libro perfetto che può solamente arricchire chi lo legge, in tutti i sensi, dal punto di vista lessicale, mentale, culturale, apre la mente, fa scoprire cose nuove ed è un piacere leggerlo perché, semplicemente, prende.

"Tanto l'odio quanto l'amore, se raggiungono una certa intensità, presuppongono una conoscenza reciproca di due cuori così profonda che un essere umano si trova alla mercé di un altro per la vita del suo spirito; ed è per questo che tanto l'amante appassionato quanto il nemico inesorabile si sentono mancare le ragioni della vita, se sia loro sottratto l'oggetto dell'amore o dell'odio."

VOTO: 5/5

martedì 25 ottobre 2016

Recensione: Romeo e Giulietta, di William Shakespeare

Buongiorno amici lettori! Volevo pubblicare questa recensione ieri ma ovviamente non ci sono riuscita ed eccomi qui oggi. Recensione è solo un modo di dire, non mi sento assolutamente in grado di dare un giudizio sensato su un'opera di questo calibro, quindi oggi vi lascio un mio piccolo pensiero su una delle opere più conosciute ed apprezzate di tutti i tempi!

ROMEO E GIULIETTA
(The most excellent and lamentable tragedy of Romeo and Juliet)
William Shakespeare
1597

"Amore è un fumo levato col fiato dei sospiri; purgato, è fuoco scintillante negli occhi degli amanti; turbato, un mare alimentato dalle loro lacrime. Che altro è esso? Una follia discreta quanto mai, fiele che strangola e dolcezza che sana."

Romeo e Giulietta è un'opera teatrale di William Shakespeare composta tra il 1594 e il 1596. Tratta della rivalità di due famiglie a Verona e dell'amore che sboccia tra i figli dei due capifamiglia rivali, un amore proibito che sfocerà in tragedia. Avevo già visto il film Romeo + Jiuliet di Baz Luhrmann, ambientato in una Verona moderna, molto spettacolare ed eccentrico, e da qui mi ero innamorata della storia. Poi ho visto il musical Ama e cambia il mondo, anche questo bellissimo, cantato, ballato, ambientato come l'opera originale. Sto un po riscoprendo le opere di Shakespeare che sono assolutamente senza tempo, tra film e spettacoli teatrali (avete presente il Globe Theatre a Roma? Ecco io ci vado ogni anno a vedere un opera diversa!) sto recuperando anche le opere originali. Dopo aver letto Macbeth sono passata a Romeo e Giulietta. La lettura è stata interessantissima, è stato bello riscoprire tutti i dialoghi con calma, soprattutto i monologhi (come quelli di Mercuzio, i migliori!) ed insomma tutte le particolarità che vedendole e ascoltandole si perdono un po, almeno per me. Sono entrata completamente nella storia.

Ho letto un edizione della Liber Liber, un sito dove ci sono molti classici gratuiti o ad un piccolo prezzo per aiutare il sito. Ho trovato il lavoro molto ben fatto, c'erano un sacco di note a margine, alcune molto interessanti perché venivano spiegate alcune parti della storia o dove erano stati presi i personaggi. Proprio dalle note ho scoperto che Shakespeare ha ripreso la storia da un racconto popolare italiano che era stato poi rimaneggiato da altre persone, però alcuni personaggi (come Mercuzio) sono stati introdotti da Shakespeare stesso. Mercuzio è il personaggio che mi piace di più, già da Ama e cambia il mondo, perché è il più eccentrico, fuori di testa, con idee tutte sue che non ha paura di esprimere, fa un sacco di monologhi lunghi, ingarbugliati, belli. Nell'opera sono un po in secondo piano i personaggi dei genitori, sia Montecchi che Capuleti (mentre nella rappresentazione Ama e Cambia il mondo erano prese molto in considerazione le madri). Romeo a me non piace particolarmente, troppo istintivo, mentre Giulietta l'ho rivalutata molto trovandola più matura ed ho sentito la sua disperazione quando Romeo viene esiliato ed anche il amore. Altri personaggi che ho apprezzato molto sono Frate Lorenzo e la Nutrice, anche lei con molti monologhi, molto divertente, che si percepiva quanto tenesse a Giulietta.

L'opera di Shakespeare è perfetta, bellissima. Sono entrata benissimo nella storia, alcuni passaggi li ho adorati, riletti, segnati. L'ambientazione è Verona anche se essendo una opera teatrale non ci sono descrizioni di essa, ma solo dialoghi, l'ambientazione c'è nella descrizione a inizio atto o scena. Una cosa diversa dalle rappresentazioni che ho visto sono state due morti che ho scoperto solo leggendo l'opera, che sono quella di Paride e quella della signora Montecchi, la madre di Romeo; anche le parentele di Paride e di Mercuzio con il Principe non le avevo mai notate. Il pezzo finale nella cappella funeraria è stato diverso da quello che mi ero immaginata, e la scena finale del Principe di Verona è molto bella: il discorso che fa sulla tragedia alla quale ha portato l'odio tra le due famiglie con la frase finale (che vi metto qui sotto) mi è piaciuto molto, questo lasciare un po sospeso le punizioni, non si sa bene chi sia stato punito e chi perdonato, come se alla fine non importasse perché la vicenda si è svolta e la tragedia fatta.

"Questa mattina porta una pace che rattrista; nemmeno il sole mostrerà la sua faccia. Andiamo via da qui, a ragionare di questi dolorosi avvenimenti. Per alcuni sarà il perdono, per altri il castigo immediato: poiché mai storia fu più triste di quella di Giulietta e del suo Romeo."



lunedì 19 settembre 2016

Recensione: Dolce come il cioccolato, di Laura Esquivel

Buongiorno lettori! Scusate scusate scusate la mia incostanza, vorrei pubblicare in modo più regolare ma la vita ci si mette di mezzo e trovare insieme sia il tempo che la voglia di creare post è più complicato del previsto.. Comunque oggi sono qui per parlarvi di un romanzo letto ad Aprile che ho adorato tantissimo.

DOLCE COME IL CIOCCOLATO
(Como agua para chocolate)
Laura Esquivel
Garzanti, 179 pagine
1989

TRAMA: Fin dal loro primo incontro, poco più che adolescenti, Pedro e Tita vengono travolti da un sentimento più grande di loro. Purtroppo, a causa di un'assurda tradizione familiare, per Tita il matrimonio è impossibile: ma per umana volontà e con la complicità del destino, lei e Pedro si ritroveranno a vivere sotto lo stesso tetto come cognati, costretti alla castità e tuttavia legati da una sensualità incandescente. 
Una storia d'amore in cui il cibo diventa metafora e strumento espressivo, rito e invenzione, promessa e godimento, veicolo di un'inedita comunione erotica.


IL MIO PENSIERO

Girò la testa e i suoi occhi s’incontrarono con quelli di Pedro.
In quel momento capì perfettamente ciò che prova una frittella quando entra a contatto con l’olio bollente.

Dolce come il cioccolato è un romanzo di Laura Esquivel scritto nel 1989, ambientato in Messico intorno a inizio novecento. Parla di una famiglia composta da sole donne, in particolare parla di una di queste donne, Tita, la figlia più piccola di tre sorelle. Il libro ha la caratteristica di avere all'inizio di ogni capitolo la ricetta di una pietanza messicana. Il genere del romanzo è il realismo magico. Non lo sapevo prima di leggerlo ma questa scelta dell'autrice mi ha piacevolmente sorpreso perché la storia attraverso questa sorta di magia intrinseca nelle cose è speciale, originale e quello che accade non è mai banale. Con realismo magico in questo libro intendiamo semplici avvenimenti legati soprattutto al cibo. Esso, infatti, risente fortemente delle emozioni della persona che lo sta cucinando e chi lo mangerà verrà condizionato da quelle emozioni. Ad esempio, se la protagonista piangeva nell'impasto di una torta, chi la mangiava cadeva in una sorta di depressione, mentre se cucinando le quaglie era felice e innamorata chi le mangiava ne era estasiato o, addirittura, veniva preso da una libidine fuori controllo.

Questa storia parla appunto della giovane Tita innamorata del giovane Pedro ma che non può sposarlo per un'assurda tradizione familiare per cui l'ultima figlia deve badare alla madre e alla cucina senza potersi sposare.  Per cui la madre impedisce il matrimonio e costringe la sorella più grande a sposare questo ragazzo. Così Tita e Pedro vivranno sempre sotto lo stesso tetto ma saranno costantemente sorvegliati dalla madre e dalle domestiche e vivranno la loro storia platonicamente. Questa non è solo una storia d'amore ma anche di crescita, di famiglia, di cambiamenti, di amore per i bambini, non solo per i propri figli ma anche e soprattutto per quelli che si accudiscono e si vedono crescere. Un romanzo veramente bello, particolare, emozionante, divertente, appassionante e con un finale che proprio non mi aspettavo. L'ambientazione è particolare, non avevo mai letto un romanzo ambientato in Messico, tra l'altro a inizio novecento, anche se non viene mai specificato né il luogo né il tempo in cui è ambientato. Ho conosciuto perciò anche delle caratteristiche di questo paese che non conoscevo: la vita quotidiana, i disordini della rivoluzione, le conseguenze che aveva sulle famiglie il governo, molti utensili e modi di fare in cucina interessanti e antichi, ma anche cose semplici come farsi il bagno.

Lo stile della scrittrice è asciutto, accattivante rimanendo però lineare, delicato e soprattutto coinvolgente, e l'espediente narrativo di raccontare le vicende attraverso varie ricette culinarie antiche è assolutamente originale e sorprendente. Consiglio questo libro a chi apprezza il realismo magico, a chi piace scoprire delle culture non molto conosciute: è un romanzo bellissimo che fa venire anche fame. Si vorrebbero provare tutte le ricette di cui si parla nel libro! Ne hanno fatto anche un film, Come l'acqua per il cioccolato, che voglio assolutamente vedere.

"Mia nonna aveva una teoria molto interessante. Diceva che, benché nasciamo con una scatola di cerini dentro di noi, non possiamo accenderli da soli, abbiamo bisogno di ossigeno e dell'aiuto di una candela. Solo che in questo caso l'ossigeno deve provenire, per esempio, dal fiato della persona amata; la candela può essere un tipo qualsiasi di cibo, di musica, di amore, di parola o di suono che faccia scattare il detonatore e accendere il tal modo uno dei fiammiferi. Per un momento ci sentiremo abbagliati da una intensa emozione. Si produrrà dentro di noi un piacevole calore che con il passare del tempo si andrà affievolendo, lentamente, finché non sopraggiungerà una nuova esplosione a ravvivarlo. Ogni individuo deve scoprire quali sono i detonatori che lo fanno vivere, poiché è la combustione che si produce quando uno di essi si accende a nutrire di energia l'anima. In altre parole, questa combustione è il nostro nutrimento."


lunedì 5 settembre 2016

Recensione: Cime tempestose, di Emily Brontë

Buonasera lettori! Finalmente tornano le recensioni sul blog, oggi vi parlo di un classico senza tempo con una recensione un po confusionaria. Spero vi piaccia lo stesso e soprattutto spero di non aver scritto troppe cavolate, quando si parla di classici purtroppo non sono mai sicura di me.

CIME TEMPESTOSE
(Wuthering Heights)
Emily Brontë
1847

IL MIO PENSIERO
Cime tempestose è un romanzo di Emily Brontë scritto nel 1847. I protagonisti sono gli abitanti di due dimore nella brughiera inglese, le cui vite si intrecciano per due generazioni. Abbiamo da una parte Wuthering Heights, situata in collina ed esposta alle intemperie, e dall'altra Thrushcross Grange, più a valle e riparata, ognuna con un nome che rispecchia la sua posizione.
La storia è narrata attraverso un espediente narrativo molto particolare e anche molto innovativo per l'epoca in cui è stato scritto: abbiamo un inizio in medias res, quando un personaggio esterno alle due famiglie va a vivere come affittuario a Grange e, dopo aver incontrato il signor Heathcliff e averlo trovato molto strano, sia lui che la famiglia vivente alle Heights, chiede alla domestica Nelly Dean di raccontargli la storia delle due famiglie. Così Nelly intraprende il suo racconto iniziando da quando lei e Heathcliff erano piccoli e vivevano alle Heights. Nelly è sempre stata la domestica ed Heathcliff non era il vero figlio degli Earnshaw (la famiglia delle Heights) ma era stato preso in strada dal signor Earnshaw e portato a casa. Subito si è trovato bene con la sorellastra Catherine e male con il fratellastro Hindley che lo ha sempre trattato con sufficienza per gelosia ed invidia. Alla morte del padre e della madre avvenute qualche anno dopo, Hindley, diventato il capo famiglia, ha cominciato a maltrattare sia Catherine che Heathcliff che sono vissuti e cresciuti come dei selvaggi. Un giorno in una delle loro scorribande entrano in contatto con la famiglia Linton, gli abitanti di Grange, e qui Catherine conosce i figli Edgar e Isabella e dopo vari anni Catherine decide di sposare Edgar nonostante ami Heathcliff. Da qui partirà tutta la tragedia della storia: Heathcliff sentendosi tradito fuggirà via e deciderà di architettare una vendetta lunga due generazioni.

Questo è un romanzo molto conosciuto, studiato a scuola, io ne ero rimasta affascinata appunto al liceo ed è un romanzo che parla principalmente di sentimenti: sentimenti folli, patiti, molto combattuti, sentimenti che non vengono mai repressi. Questa secondo me è una caratteristica fondamentale: trovo il romanzo molto innovativo per l'epoca in cui è stato scritto perché in esso vengono meno le convenzioni sociali dell'epoca. Nelle due case praticamente disperse nella brughiera inglese, soprattutto in quella degli Earnshaw, verranno meno le convenzioni e i personaggi vivranno appieno i loro sentimenti. Questo, infatti, è un romanzo attualissimo perché i personaggi non hanno paura dei sentimenti, non li nascondono ma li esprimono senza preoccupazioni, soprattutto non nascondono mai le loro vere intenzioni, ad esempio Heathcliff non ha mai nascosto la sua voglia di vendetta e nonostante questo è riuscito comunque a vendicarsi. I personaggi si susseguono in un alternarsi di follia, malinconia, risentimento, rimpianto. L'amore c'è ma è combattuto, straziante, è quell'amore unico nella vita che ti prende e ti strappa il cuore e le delusioni non vengono mai superate. C'è alla fine una speranza, una crescita degli ultimi personaggi rimasti che ribaltano la situazione arrivando ad una felicità, felicità che per tutta il romanzo invece è venuta meno. I personaggi vivono relegati in quelle due case, non si allontanano quasi mai dal posto in cui stanno ma sono perennemente infelici, credono in cose sbagliate, hanno molte disillusioni. "Cime tempestose" è pieno di malinconia, tristezza, desiderio di vendetta, che sono molto più forti della gioia e della bontà. Spesso i personaggi si illudono di essere felici ma poi non lo sono veramente. Primo far tutti Catherine, il personaggio più complesso insieme a Heathcliff, che è costantemente alla ricerca di questa felicità mai raggiunta e i due sono continuamente perseguitati l'uno dall'altro, dai loro fantasmi, quindi impossibilitati a trovare la felicità se non nella morte e nella pace eterna che sperano di trovare insieme.

Non posso non dare cinque su cinque a questo romanzo che mi è piaciuto tantissimo, è scritto benissimo, si percepisce la differenza tra le due case, si entra perfettamente nella storia dei personaggi nonostante l'espediente, nonostante il modo di raccontare la storia che potrebbe risultare un po confusionario se non venisse usato cosi magistralmente dall'autrice. Ho apprezzato tantissimo sia la caratterizzazione dei personaggi che dei luoghi, le storie d'amore, le storie di vita, di famiglia, la solitudine che si respira in questo romanzo, ma anche le semplici cose quotidiane, come l'amore per i libri di quasi tutti i personaggi, l'amore per la conoscenza, la voglia di elevarsi, ma non per la posizione sociale quanto più per la conoscenza, di saper leggere e scrivere, di saper parlare, fare una conversazione intellettuale con un'altra persona, di saper quindi essere interessanti per l'altra persona. C'è quindi una crescita notevole dei personaggi, soprattutto degli ultimi, quanto forse per i primi c'è un decadimento, come ad esempio di Hindley, dello stesso Heathcliff, di Catherine, mentre gli ultimi (Cathy e Hareton) ribaltano la situazione e, nati sotto una cattiva stella, riescono poi a migliorare la loro posizione e a crescere insieme.
Come già detto questo è un romanzo attualissimo, modernissimo, straziante, emozionante, che mi ha fatto compagnia per due settimane, che adoro da anni ormai e rileggerei subito, anzi penso proprio che rileggerò tra qualche anno, quando sarò più grande, perché le emozioni che ti da sono ineguagliabili.

Non posso abbassare lo sguardo su questo pavimento che i suoi lineamenti sono delineati nella pietra. In ogni nuvola, in ogni albero, nell'aria della notte e nell'aspetto di ogni oggetto durante il giorno, io sono circondato dalla sua immagine! I più comuni visi di donna o uomo, i miei stessi lineamenti, si fanno gioco di me con il loro ricordarla.


lunedì 18 luglio 2016

Recensione: La principessa, di Cassandra Clare

Salve lettori! Sono imperdonabile, sono indietrissimo con le recensioni, non ne pubblico una da circa due mesi. Ultimamente ho voglia di scriverle solo per i libri che mi piacciono tanto, però non dovrei, devo impegnarmi e scrivere anche quelle di altri libri, anche quei libri così così di cui non è che ho proprio tanto da dire, però almeno avverto voi di andarci con i piedi di piombo nella lettura! Oggi sono qui per la recensione di un libro che ho amato con tutta me stessa. 

LA PRINCIPESSA
(Clockwork princess)
Cassandra Clare
Shadowhunters: Le origini (The infernal devices) #3
Mondadori, 564 pagine

TRAMA: Una rete d'ombra si stringe sempre di più intorno agli Shadowhunters dell'Istituto di Londra. Mortmain progetta di usare un esercito di automi spietati per distruggere una volta per tutte i Cacciatori. Gli manca un solo elemento per completare l'opera: Tessa Gray. Intanto, Charlotte Branwell, capo dell'Istituto, cerca disperatamente di trovarlo per impedirgli di scatenare l'attacco. E quando Mortmain rapisce Tessa, Will e Jem, i ragazzi che ambiscono alla conquista del suo cuore, fanno di tutto per salvarla. Perché anche se Tessa e Jem sono fidanzati ufficialmente, Will è ancora innamorato di lei, ora più che mai. Tuttavia, mentre chi le vuole bene unisce le forze per strapparla alla perfidia di Mortmain, Tessa si rende conto che l'unica persona in grado di salvarla dal male è lei stessa. Ma come può una sola ragazza, per quanto capace di comandare il potere degli angeli, affrontare un intero esercito? Pericoli e tradimenti, segreti e magia, oltre ai fili sempre più ingarbugliati dell'amore e dell'abbandono si legano e si confondono mentre gli Shadowhunters vengono spinti sull'orlo del precipizio, in un finale che lascia con il fiato mozzo.

IL MIO PENSIERO

Il terzo ed ultimo libro della trilogia "The infernal devices" è stato bellissimo, perfetto, sublime come i precedenti, anche se devo ammettere una leggera preferenza per il primo, forse per la sorpresa e la gioia inaspettata di trovarmi davanti una storia e dei personaggi che mi sono piaciuti così tanto. Ritroviamo tutti i personaggi che conosciamo, tutti con i loro cambiamenti, le loro lotte. Sono personaggi a tutto tondo che fanno emozionare e soffrire: amo il modo in cui parlano dei propri sentimenti, di come li vivano a 360 gradi, di come rispettino i giuramenti, della passione che mettono in tutto ciò che fanno, di come credano nelle proprie battaglie e non si tirino mai indietro di fronte ad un pericolo. Ritroviamo l'amore, la lealtà, l'onestà, l'amicizia incondizionata. L'atmosfera londinese ottocentesca, i ponti, i bassifondi, ma anche una nuova ambientazione: il Galles con i suoi prati infiniti, le colline, le montagne, le piccole case e locande lungo la strada. Ogni situazione viene conclusa e spiegata. Ogni cosa va al suo posto come in un ingranaggio ben oleato. 

Ho avuto paura diverse volte di quello che poteva succedere, di chi potesse far soffrire la Clare (e con loro me ovviamente), ma alla fine sono rimasta molto soddisfatta da questo libro e dal finale, anche se vorrei uno spin-off con tutte le avventure di Will nella sua vita *-* Ovviamente, neanche a dirlo, Will è il mio personaggio preferito, costruito benissimo e con un'evoluzione, una bontà, uno sex appeal senza eguali. È l'uomo perfetto, il personaggio perfetto, l'amico, il fratello, il compagno perfetto. Lo stile della scrittrice è come al solito sublime, il mondo degli Shadowhunters è sempre più grande e completo, anche se devo ammettere che in questo ultimo libro ci sono molte meno spiegazioni e curiosità su di esso e ci si concentra più sull'azione e sui problemi personali dei personaggi. Ormai questo mondo creato dalla Clare è un universo a se stante e fortunatamente abbiamo molto materiale, racconti e romanzi, per addentrarci in esso, anche se un'avventura antica e senza tempo come quella di Tessa, Will e Jem è, per me, inimitabile!

Will pensò di non avere mai visto un viso con una simile forza espressiva: ogni suo sorriso gli lacerava il cuore come un fulmine potrebbe spaccare un albero, e lo stesso accadeva per ogni suo sguardo addolorato.


venerdì 13 maggio 2016

Recensione: Il tuo meraviglioso silenzio, di Katja Millay

Buon pomeriggio a tutti! Come annunciato ieri sulla pagina fb ecco a voi la recensione di un libro finito di leggere l'altro ieri. Sono stata velocissima a scrivere il mio pensiero perché il libro mi è piaciuto tanto e ultimamente tendo a voler subito parlare dei romanzi che mi hanno conquistata. Ho creato anche l'immagine con i due protagonisti *-* Come presta volto ho preso l'attrice Willa Holland (The OC, Gossip Girl e ultimamente Arrow in cui interpreta Thea Queen) e l'attore Aaron Taylor-Johnson (Anna Karenina, KickAss ed altro, per lui vi rimando al mio post Special Actor). Che ne dite dei volti scelti? Secondo voi potrebbero essere Nastya e Josh?

IL TUO MERAVIGLIOSO SILENZIO
(The Sea of Tranquillity)
Katja Millay
Autoconclusivo
Mondadori, 462 pagine

TRAMA: Le sue dita non possono più correre sul pianoforte, il suo mondo pieno di note è diventato muto. Nastya era una promessa della musica, prima. Prima che tutto precipitasse, prima che la vita perdesse ogni significato. Da 452 giorni Nastya ha smesso di parlare, e il suo unico desiderio è tenere nascosto il motivo del suo silenzio. La storia di Josh non è un segreto: ha perso tragicamente i suoi cari, e solo nel recinto impenetrabile che ha costruito intorno a sé si sente al riparo dalla compassione degli altri e libero di dedicarsi in solitudine all'unica cosa che lo tiene in vita: intagliare il legno. Quando sembra non esserci più luce né speranza, Nastya e Josh si trovano e le sensazioni sopite esplodono dal corpo e dal cuore. Due lontananze si incontrano, cercando l'una nell'altra la forza per superare il passato e rinascere davvero.

IL MIO PENSIERO

"Il tuo meraviglioso silenzio" è uno di quei libri che piacciono a tutti e allora lo leggi, incuriosito ed anche un po scettico, ed invece piace anche a te. Credevo fosse un new adult ma leggendolo ho capito che è uno young adult, ambientato appunto al liceo, all'ultimo anno. Quella che racconta è una storia di crescita, rinascita e accettazione di due ragazzi che si incontrano in un brutto periodo della loro vita ed insieme cercano di andare avanti. Ma non è la classica storia d'amore di insta love, sesso e tutto è risolto. No questa è una storia sofferta, che nasce e cresce lentamente, dapprima come una timida amicizia. E l'attrazione è graduale, inaspettata e consapevole, ma non per questa irruenta e totalizzante. I protagonisti sono Nastya e Josh, due personaggi vivi sulla carta, che ne escono per farti compagnia e ti raccontano la loro storia semplicemente, genuinamente, facendoti sentire un loro amico. Il punto di vista di entrambi fa entrare in sintonia con tutti e due e, dal punto di vista stilistico, si percepisce bene la differenza tra i due nei diversi capitoli.

La particolarità dei personaggi è il forte realismo che emanano: ognuno ha i suoi hobby, le sue passioni e le porta avanti nel corso del romanzo, esse diventano parte integrante e fondamentale della narrazione. L'ambientazione è semplice, una classica cittadina con poche persone ed un'unica scuola, feste nelle villette e tranquilli quartieri in cui correre. Lo stile dell'autrice è delicato, fluido, ma anche evocativo, soprattutto nei ricordi dei protagonisti. Le emozioni che trasmette questo libro sono infinite: c'è la compassione, la pena, la gioia e la comprensione che non si possono non provare per tutti i personaggi, per tutte le vicende narrate. C'è anche una riflessione sulla vita in generale, sul perché capitino determinate cose a determinate persone, se vale la pena sopportare tutto, se vale la pena cercare la tanto agognata felicità, se vale la pena aspirare al Mare della Tranquillità o se è possibile trovare la pace anche prima. Consigliatissimo. 


Improvvisamente capisco cosa mi ha dato, e non è una sedia. E' un invito, un benvenuto, la consapevolezza che sono ben accetta qui. Non mi ha regalato un posto dove sedermi. Ma un posto dove sentirmi a casa.

domenica 27 marzo 2016

Recensione: Il principe, di Cassandra Clare

Buona sera e buona Pasqua a tutti amici. Oggi in serata, dopo il pranzone e le passeggiate, eccomi qui a lasciarvi la recensione un po sconclusionata di un libro che ho amato. Arriverà presto anche la puntata a lui dedicato della rubrica Quotes. Intanto io vi auguro di passare una felice Pasquetta e a tutti noi che il tempo domani regga :)

IL PRINCIPE (Clockwork prince)
Cassandra Clare
Shadowhunters: Le origini (The infernal devices) #2
Mondadori, 500 pagine

Trama: In una Londra vittoriana fosca e inquietante, e nel suo magico mondo nascosto, Tessa Gray crede di avere finalmente trovato tranquillità e sicurezza con gli Shadowhunters, i cacciatori di demoni, che proteggono lei e il suo terribile potere dalle mire del perfido Mortmain. Ma con lui e il suo esercito di automi ancora in azione, il Consiglio vuole spodestare Charlotte Fairchild, per affidare il comando a Benedict Lightwood, uomo senza scrupoli e affamato di potere. Nella speranza di salvare Charlotte, Will, Jem e Tessa decidono di svelare i segreti del passato di Mortmain e scoprono sconvolgenti legami fra gli Shadowhunters e la chiave del mistero dell’identità di Tessa. La ragazza, intrappolata nei sentimenti che prova per Will e Jem, si trova a dover compiere una scelta cruciale quando scopre in che modo gli Shadowhunters abbiano contribuito a fare di lei “un mostro”. Sconvolta, Tessa è tentata di schierarsi con il fratello Nate dalla parte di Mortmain. Ma a chi è davvero fedele? E chi ama, nel profondo del suo cuore? Soltanto lei può scegliere se salvare gli Shadowhunters di Londra oppure distruggerli per sempre.

IL MIO PENSIERO

Parlare di questo secondo capitolo della trilogia "The infernal devices" è sicuramente più difficile che del primo (review qui). Un po perché le colonne portanti di questi due romanzi sono le stesse e non mi voglio stare troppo a ripetere, un po perché alla fine di questo libro mi sono sentita disperata, sinceramente addolorata. Ma partiamo dall'inizio. Prima di tutto questo secondo romanzo mi è piaciuto un po meno del primo, sempre nella scala delle cinque stelline che si sono meritati entrambi i volumi, quindi sempre nella scala della perfezione. La storia creata dalla Clare è sublime ed inserita in uno dei contesti meglio riusciti tra tutti quelli di cui ho letto. 

L'ambientazione è la Londra vittoriana con la pioggia, il fumo, le strade popolari, elementi steampunk, bei vestiti e carrozze. Ma troviamo anche un'incursione nella campagna delle Yorkshire con prati immensi, piccoli villaggi e grandi ville. Dal punto di vista dell'azione e dei colpi di scena il primo libro ne era molto più ricco: ne "Il principe" i due colpi di scena non mi hanno sorpreso più di tanto ed erano pallidi bagliori in confronto ai due che troviamo ne "L'angelo", così come le scene di azione sono state molto più adrenaliniche ed entusiasmanti nel primo libro. In questo vengono approfonditi molto più i personaggi e svelata parte della storia personale di ognuno di loro. 

Si conoscono altre eccentriche personalità del Mondo Invisibile, che mi affascina sempre più ormai. Ma soprattutto vengono svelati molto di più i sentimenti dei personaggi, le relazioni tra di loro e si scava nella lealtà e nella nobiltà d'animo. E alla fine si sente il proprio cuoricino denso di dolore. L'arco temporale del romanzo è breve, l'azione si svolge in due settimane, ma succedono talmente tante cose che alla fine si fa fatica a crederlo. Soprattutto perché il tempo è tiranno, non solo per noi ma anche per i protagonisti che si ritroveranno per colpa di esso e di sfortunate coincidenze, intrigati in una ragnatela che io non voglio neanche pensare a come verrà sbrogliata. Per ultimo vorrei ricordare tutti i bellissimi riferimenti ai libri, alle poesie, ai grandi poeti che tanto piacciono ai protagonisti e a noi, che tanto ci piace sentirli parlare e confrontarsi su questa passione che abbiamo in comune.


- E' consuetudine dare a una ragazza l'anello di famiglia quando ci si fidanza, ma la vera cerimonia di nozze prevede lo scambio di rune invece che di anelli. Una sul braccio e una sul cuore. 
- "Mettimi come sigillo sul tuo cuore, come sigillo sul tuo braccio: perché forte come la morte è l'amore, tenace come gli inferi è la gelosia."

mercoledì 24 febbraio 2016

Recensione: L'angelo, di Cassandra Clare

Buon pomeriggio a tutti! Oggi non ho proprio resistito e sono qui per lasciarvi la recensione di un libro finito ieri che ho adorato con tutta me stessa. Scusatemi se ultimamente sono sparita, ma tra questo libro, la febbre e le lezioni all'università non ho molto tempo. Comunque vi lascio alla mia recensione, anche se avrei voluto scrivere altre trecento cose e sclerare di brutto, ma avrei fatto troppi spoiler, così ve la lascio spolier free e sognante.

L'ANGELO (Clockwork angel)
Cassandra Clare
Shadowhunters: Le origini (The infernal devices) #1
Mondadori, 474 pagine

Trama: Tessa Gray, orfana sedicenne, lascia New York dopo la morte della zia con cui viveva e raggiunge il fratello ventenne, Nate, a Londra. Unico ricordo della vita predente, una catenina con un piccolo angelo dotato di meccanismo a molla, appartenuto alla madre. Quando il fratello maggiore scompare all'improvviso, le ricerche portano la ragazza nel pericoloso mondo sovrannaturale della Londra vittoriana. Sarà rapita, ingannata, sfruttata per la sua straordinaria capacità di trasformarsi e assumere l'aspetto di altre persone. La salveranno due Shadowhunters, Will e Jem, destinati a combattere i demoni, nonché a mantenere l'equilibrio tra i Nascosti e fra questi e gli umani. Tessa sarà costretta a fidarsi. Si unirà a loro nella lotta contro i demoni per poter imparare a controllare i propri poteri e riuscire finalmente a trovare Nate. Ma tutto ciò la porterà al cuore di un arcano complotto che minaccia di distruggere gli Shadowhunters, e le farà scoprire che l'amore può essere la magia più pericolosa di tutte.

IL MIO PENSIERO

Da dove parto per parlare di questo libro? Mi è piaciuto tutto di esso! L'intreccio della trama, il modo in cui viene raccontato il Mondo Invisibile, i personaggi, l'ambientazione. Partiamo subito dall'ambientazione: siamo nella Londra vittoriana, 1878, con i suoi ponti, le carrozze, il fumo, la nebbia. È reso tutto benissimo per far da contorno perfetto ad una storia perfetta. Abiti favolosi, il modo di parlare che mi fa sognare, le caratteristiche steampunk che ritroviamo negli ingranaggi, nelle invenzioni di Henry, negli esperimenti. I personaggi sono la ciliegina sulla torta di questo romanzo: per una volta non troviamo una protagonista stupida che fa cose a caso, Tessa è intelligente. È sorpresa da quello che le succede e ha nostalgia di casa, ma non per questo si comporta come una sciocca svenevole. L'ho adorata, il modo in cui affronta tutto quello che le succede ed il fatto che non si butta a precipizio in situazioni che non conosce facendo casini che si potevano evitare. 

Will e Jem sono semplicemente fantastici ed anche loro non sono i soliti personaggi stereotipati. Will è così profondo e irriverente, Jem sognante e delicato. Li ho adorati entrambi (così come Tessa) ma la protagonista non passa tutto il libro a farsi pippe mentali sui due bei fanciulli perché ci sono cose più importanti a cui pensa: non è fantastico? Uno young adult paranormal storico (ed è fantastico già per questo!) non stereotipato. È una meraviglia riuscire finalmente a trovarne uno! Anche tutti gli altri personaggi sono caratterizzati molto bene e mi sono piaciuti tutti, anche Jessamine che vorrebbe essere solo una semplice ragazza inglese che entra in società e già solo questo è una cosa alternativa: di solito in questi tipi di romanzi le protagoniste odiano i luoghi comuni e vogliono essere tutto tranne semplici dame inglesi. Ed ho adorato il suo ombrellino malefico! Questo libro è il primo di una trilogia ma non si direbbe per quanto è completo. Non è il solito libro introduttivo pieno di domande irrisolte, anzi vengono date diverse risposte e lasciati aperti altri spiragli di curiosità. 

E poi vogliamo parlare del finale? Sono troppo curiosa di leggere il seguito ma sto aspettando un pochino perché non voglio divorare questa trilogia troppo velocemente. Voglio prima pensare bene a questo libro, scrivere questa recensione e poi con calma (ma anche no) buttarmi sugli altri due. Della Clare avevo letto la prima trilogia di Shadowhunters - The mortal instruments ma questa (The infernal devices) l'ho trovata nettamente superiore. La storia è molto più originale ed intrigante, l'intreccio è costruito benissimo e mai banale, i protagonisti favolosi (cosa che non posso dire dell'altra trilogia dove odio quasi tutti). Ho adorato le poesie all'inizio di ogni capitolo, le ho trovate tutte profonde e azzeccate, così come ho adorato i riferimenti letterali che i protagonisti fanno parlando tra di loro, lo stile della Clare ed i punti di vista alternati. In conclusione, se non si fosse capito, ho amato questo libro, divorato in tre giorni e letto anche con la febbre, ho trovato la scrittura sublime e non c'è niente che non mi sia piaciuto in esso. Quindi se siete fra quei pochi che ancora non lo hanno letto, cosa state aspettando?

"Qualunque cosa tu sia fisicamente, maschio o femmina, forte o debole, malato o sano... tutte queste cose contano meno di ciò che è contenuto nel tuo cuore. Se hai l’anima di un guerriero, sei un guerriero. Qualunque sia il colore, la forma, il disegno che la nasconde, la fiamma all'interno della lampada rimane la stessa. Tu sei quella fiamma."

martedì 9 febbraio 2016

Recensione: Io prima di te, di Jojo Moyes

Salve lettori! Rieccomi qui con la prima delle recensioni in arretrato che devo recuperare. Questo libro l'ho amato ed è in assoluto uno dei miei libri preferiti dell'anno passato (il post con i Best of è in preparazione e probabilmente sarà il prossimo ad uscire ;)). Credo sia anche uno dei miei libri preferiti di sempre perché è riuscito davvero a toccarmi nel profondo.

IO PRIMA DI TE (Me before you)
Jojo Moyes
Autoconclusivo
Mondadori, 391 pagine

Trama: A ventisei anni, Louisa Clark sa tante cose.Sa esattamente quanti passi ci sono tra la fermata dell'autobus e casa sua. Sa che le piace fare la cameriera in un locale senza troppe pretese nella piccola località turistica dove è nata e da cui non si è mai mossa, e probabilmente, nel profondo del suo cuore, sa anche di non essere davvero innamorata di Patrick, il ragazzo con cui è fidanzata da quasi sette anni. Quello che invece ignora è che sta per perdere il lavoro e che, per la prima volta, tutte le sue certezze saranno messe in discussione. A trentacinque anni, Will Traynor sa che il terribile incidente di cui è rimasto vittima gli ha tolto la voglia di vivere. Sa che niente può più essere come prima, e sa esattamente come porre fine a questa sofferenza. Quello che invece ignora è che Lou sta per irrompere prepotentemente nella sua vita portando con sé un'esplosione di giovinezza, stravaganza e abiti variopinti. E nessuno dei due sa che sta per cambiare l'altro per sempre.

IL MIO PENSIERO

Non è facile scrivere una recensione su questo libro perchè non è uno di quei libri che leggi e riponi sullo scaffale contenta, no questo è uno di quelli che fa soffrire, uno di quei libri bellissimi, perfetti, che hanno tutto al posto giusto e ai quali ripensi spesso, che pongono questioni alle quali non si può fare a meno di rimuginare su, di riflettere. Quando trovo un libro così bello, ma doloroso, non posso fare a meno di continuare a pensarci per giorni e giorni. Questo libro è così: si ricorda, si vive, non solamente si legge. Uno di quelli che sei contenta di aver conosciuto ed esplorato nonostante ti abbia fatto piangere tantissimo. La Moyes ha creato una storia semplice ma niente affatto banale: i personaggi sono verosimili, non stereotipati e caratterizzati benissimo. Tutti, non solo i protagonisti, si lasciano esplorare mano a mano che scorrono le pagine ed si entra in confidenza con ognuno di loro. Tutti hanno i loro pregi e difetti, hanno le loro stranezze e per questo sono dei personaggi veri, degli amici che ti sembra di conoscere da sempre. 

Non me la sento di approfondire il tema centrale di questo libro, perché solo leggendolo si può capire, si può veramente entrare in contatto con una patologia come la tetraplegia, che l'autrice affronta con un tocco delicato ma al tempo stesso molto profondo. Ma questo libro non è solo questo: è un inno alla vita, all'amore in tutte le sue forme, è un racconto di vite semplici e quotidiane che entrano in contatto con una realtà diversa, nuova e difficile. Ma questa realtà, questi due mondi che entrano in collisione daranno vita a qualcosa si straordinario, cambiamenti che mai si potevano pensare prima di tirare fuori il coraggio di vivere la vita e di affrontare tutte le situazioni che essa ci pone davanti.

Mi sentivo come mia sorella quando aveva appena dato alla luce Thomas. "È come se guardassi attraverso un imbuto" aveva detto, osservando il suo piccolino. "Il mondo si è ristretto a me e a lui."

mercoledì 7 ottobre 2015

Recensione doppia: Città di cenere & Città di vetro, Cassandra Clare

Salve lettori! Con le recensioni ultimamente sto messa veramente male ma oggi mi è venuta l'ispirazione ed ho deciso di fare una doppia recensione sui capitoli due e tre della serie TMI della Clare! Per la trama ho messo quella di Città di ossa, il primo libro, per non far incappare nessuno in spoiler. La recensione anche è spoiler free quindi leggetela tutti tranquillamente :)


SHADOWHUNTERS - CITTA' DI CENERE & CITTA' DI VETRO
di Cassandra Clare
#2 e #3 serie The mortal instruments
Mondadori

TRAMA (primo libro): Al Pandemonium Club di New York si fanno strani incontri. Seguendo un affascinante ragazzo dai capelli blu nel magazzino del locale, Clary vede tre guerrieri coperti di rune tatuate circondarlo e trafiggerlo con una spada di cristallo. Vorrebbe chiamare aiuto, ma non rimane nessun cadavere, nessuna goccia del sangue nero esploso sull'elsa e soprattutto nessuno da accusare, perché i guerrieri sono Shadowhunters, cacciatori di demoni, e nessun altro, tranne Clary, può vederli. Da quella notte il suo destino si lega sempre più a quello dei giovani Cacciatori, soprattutto al magnetico Jace: poteri che non aveva mai avuto e ricordi sepolti nella memoria cominciano a riaffiorare come se qualcuno avesse voluto tenerglieli nascosti fino ad allora. Clary desidera solo ritrovare la madre misteriosamente scomparsa, ma sarà coinvolta in una feroce lotta per la conquista della Coppa Mortale, una lotta che la riguarda molto più di quanto non creda...


IL MIO PENSIERO

Prima di tutti il secondo libro della serie mi era piaciuto tanto quanto il primo, quindi mi era piaciuto ma non era riuscito a coinvolgermi più di tanto (per fare un esempio, riuscivo a mettere giù il libro con facilità e a volte non avevo neanche voglia di riprenderlo a leggere). Mentre il terzo libro, Città di vetro, mi ha piacevolmente sconvolta! Sconvolta perché ho finalmente capito il genio della Clare e perché tutti la adorano. Da questo libro non riuscivo a staccarmi e lo leggevo praticamente sempre. Mi fermavo solo per mettere in ordine i pensieri e tutte le informazioni che ci vengono date! Inoltre sono molto contenta che i sei libri della saga siano divisi in due trilogie: certo ora ho paura a leggere la seconda, visto che finalmente i protagonisti hanno raggiunto un momento di pace xD In ogni caso di questa bellissima storia mi è piaciuto praticamente tutto. In primis la nuova ambientazione ad Alicante, una città bellissima e molto caratteristica. Me la riesco ancora ad immaginare, la Clare l'ha descritta minuziosamente senza mai essere pesante. Questa è una delle qualità della scrittrice: la storia fila liscia e senza intoppi, niente è lasciato al caso, ma non troviamo mai una descrizione o delle emozioni fuori posto o pesanti.

I personaggi poi sono qualcosa di incredibile. Sono entrata molto più in confidenza con quelli che già conoscevo e ho apprezzato molto anche le nuove entrate, come la sorella di Luke ed il ritorno di Jocelyn. Parlando dei personaggi principali: verso Clary ancora non ho capito quali sono i miei sentimenti, perché è coraggiosa ma a volte troppo istintiva. Mentre quelli che adoro sono Jace e Isabelle: sono belli, forti, guerrieri ma dolci e profondi. Jace avrei avuto voglia di abbracciarlo praticamente sempre, con i suoi tormenti e la consapevolezza finalmente di avere qualcuno per cui combattere e soffrire. Sono entrata completamente in sintonia con questa storia e ogni personaggio mi ha lasciato qualcosa anche se spero alcuni di conoscerli ancora meglio nei prossimi libri/novelle (come Alec e soprattutto Magnus che adoro ma che non sono ancora riuscita ad inquadrare bene). L'unico personaggio che ho un po "odiato" è Simon: so che molti lo adorano ma io non ho ancora capito la sua utilità e non mi sta neanche particolare simpatico; mi dispiace per questo ma forse nei prossimi libri migliorerà? Chissà.  Tutto ciò per dirvi che questa serie merita tantissimo, il mondo creato dalla Clare è spettacolare e rigoroso. Se come me trovate i primi due libri poco emozionanti, non vi fermate e andate avanti che tutto sarà solo più bello *-*

"Clary abbassò lo sguardo sul braccio, dove Jace aveva tracciato l'unico marchio che avesse mai ricevuto. C'era ancora il disegno bianco simile a un merletto che aveva lasciato un ricordo più forte di una cicatrice."

"C'erano esseri fatati, pallidi e freddi e belli come ghiaccioli; c'erano stregoni con ali di pipistrello e piedi caprini, persino uno con un palco di corna da cervo, e dalle loro dita sfuggivano scintille azzurre."

IL MIO GIUDIZIO
Città di cenere: ♥♥♥♥
Città di vetro: ♥♥♥♥♥